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Paolo Lombardi

Paolo Lombardi (Siena, 1827- 1890)

Paolo Lombardi è il primo fotografo documentato a Siena, e uno dei primi in Italia (di 3-4 anni precedente agli Alinari).

Il “Premiato stabilimento fotografico del cav. Paolo Lombardi e figlio in Siena” fu infatti fondato nel 1849, anche se ad oggi non si conoscono opere antecedenti al 1858 ca.

La sua fama in campo ritrattistico gli procura una clientela tra le più in vista della città (sua una galleria di personaggi nei costumi delle varie contrade della città del Palio) e le sue cartes de visite presentate nel 1862 all’Esposizione provinciale senese di arti e mestieri gli valsero un “diploma di premio”. Ben presto diventa fotografo di architetture e paesaggi di Siena e dintorni, di chiese e musei, con particolare attenzione alle opere d'arte.

Nel 1867 Lombardi partecipa all'Esposizione universale di Parigi con “alcune vedute panoramiche, facciate di chiese senesi e ritratti”. Sempre nel ‘67 esegue uno dei più noti ritratti a colori di Garibaldi, accuratamente dipinto a mano.

Nel 1873 partecipa all'Esposizione universale di Vienna con “fotografie al carbone” e nel 1887 alla prima Esposizione fotografica di Firenze, con la riproduzione del pavimento del duomo di Siena in tavole platinotipiche.

In molte delle sue immagini si trovano tagli insoliti e luci contrastate, favoriti dai dedali di viuzze e dalle architetture gotiche della città. Lo studio Lombardi può esserne considerato il più fedele testimone del territorio senese, con un corpus di oltre 3000 negativi.

Nel 1890, alla morte di Paolo, subentra il figlio Galileo che mantiene attivo lo stabilimento fino alla propria morte, dopodiché questo passa per alcuni anni agli eredi che si limitano essenzialmente all’attività di sola riproduzione delle immagini già prodotte in passato. Nel 1914 ai Lombardi succede il fotografo Ghino Cesarini (1884-1959).

Una parte cospicua della produzione Lombardi si trova presso la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e un’altra parte è a Roma presso l'Istituto Luce, che l'acquistò intorno al 1935 nella prospettiva di costituire una propria fototeca.


Piero Becchetti, Fotografi e fotografia in Italia, 1839-1880. Roma, Quasar, 1978.

Fotografia italiana dell’Ottocento, a cura di Marina Miraglia, Daniela Palazzoli, Italo Zannier. Firenze, Milano, Electa / Firenze, Alinari, 1979.

Monica Maffioli, Il bel vedere: fotografi e architetti nell'Italia dell'Ottocento. Torino, Società Editrice Internazionale, 1996.